Semplicemente servi – Martedì XXXII del T.O.

acasadicornelio

lavanda-dei-piedi‘Siamo servi inutili’…
Semplicemente servi… questo il senso di quel “servi inutili”, uomini e donne lontani dalla pretesa dei riconoscimenti, lontani da quella logica che ti vorrebbe impegnato solo per scatti di carriera. Si respira aria di vangelo là dove quello che viene fatto lo si fa solo per la gioia di farlo, in costante donazione, a servizio di tutti. Guai a commercializzare il servizio che la vita ci ha chiesto di assumere.
Si è discepoli quando, come il Maestro, non si compiono soltanto gesti di amore ma si diventa amore, un amore concreto, fattivo. Se il sole non può non illuminare, se l’acqua non può non bagnare, il discepolo non può non servire. Quando ha lavorato, quando si è fatto tutto a tutti, ha fatto solo ciò che gli spettava. Senza mai chiedere il conto a nessuno perché siamo in debito con tutti, gioiosi di poter amare gratuitamente…

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La festa

Sanguinarie Principesse

È in bagno da circa dieci minuti, ha fatto tutto quello che poteva fare. È entrata nel bagno delle donne, la porta a sinistra con il birillo con la gonna, e ha fatto pipì. È andata a rilento a tirare su mutande e calzoni e a sistemare la cinta, quanto più tempo poteva metterci. Per un momento ha pensato che avrebbe potuto indossare il vestito con le calze, poteva perdere più tempo a rivestirsi. Si è lavata le mani in uno dei due lavandini guardandosi allo specchio mentre due donne e un uomo entravano e uscivano, ignorandola. La festa si tiene in un capannone con dei gonfiabili, quest’anno è di moda portare i bambini ai gonfiabili, l’anno prima al McDonalds e quello ancora prima nella sala parrocchiale. Quello è stato l’anno migliore, il parroco s’affacciava sempre e dopo due ore la festa era già finita, torta e scartalacarta a tempo…

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Perché Martin al meeting delle famiglie oscurerà tutto il resto

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Che invitare padre Martin tra i relatori al meeting mondiale delle famiglie che si terrà a Dublino in agosto sia un errore terribile è evidente. Resta solo da capire se sia stato fatto per ingenuità o ignoranza, oppure perché tra gli organizzatori c’è qualcuno che odia le famiglie.

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“L’omofobia è uno strumento del dominio totalitario sulla mente degli altri”. Intervista esclusiva al cardinal Müller

il blog di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Forse se non avete ancora aperto i giornali potete non saperlo, ma a breve ve lo diranno in tutte le salse, oggi è l’IDAHOT, acronimo delle parole inglesi che servono per dire che è la giornata internazionale contro l’omofobia e tutta quella miriade di sigle per indicare la stessa cosa. Il fuffaday. Già, perché l’omofobia non esiste – non esiste nessuna fobia, nessuna patologia. Esistono invece posizioni culturali che possono legittimamente non essere condivise, ma che hanno un ampio fondamento scientifico e una lunga storia e serie motivazioni, di chi ritiene che l’attrazione verso lo stesso sesso non sia una variante della sessualità umana. Ma siccome nessuno può imporre a nessun altro cosa pensare, l’argomento dovrebbe essere chiuso qui, senza bisogno di giornate mondiali.

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Ritrovate il centro!

Matrimonio Cristiano

Secondo le statistiche sono in forte aumento i divorzi tardivi, quelli che avvengono dopo oltre 20 anni di matrimonio. Perchè questo fenomeno? Secondo la mia esperienza non è difficile comprenderne i motivi. Ci si è persi di vista, non ci si riconosce più, si vive accanto ad un estraneo/a. D’altronde si è vissuto il matrimonio come una piccola biglia che rotola su un piano inclinato. Inclinato in modo impercettibile, ma abbastanza per farla rotolare, senza nessuna spinta se non la gravità. Ed è così che in tanti matrimoni si perde di vista ciò che costituisce l’unione, il fondamento. Si hanno figli e i figli diventano il centro del matrimonio. Ogni attenzione è per loro. Non esiste più la coppia, esistono mamma e papà. Le attenzioni sono tutte per i pargoli e presto anche le soddisfazioni saranno ricercate solo nel ruolo genitoriale. Si vive in casa, insieme, ma non più come…

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