Dernier écho du jour qui meurt

Josette Hersent - Poésies et Photos ©

Dernier écho du jour qui meurt
Avant que bleue devienne l’heure
Le soleil danse sur la Loire
Vêtue de sa robe de moire
Les chênes prennent autres couleurs
Pour toujours même ritournelle
Dans ce ballet leurs branches effleurent
Comme le font les hirondelles
Le miroir d’eau avec leurs ailes.

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Mi ero attaccato e invece dovevo solo restituire

rigantur mentes

Meditazione per la

Diciottesima domenica del T.O. anno C

31 luglio 2022

Qo 1,2;2,21-23   Sal 89   Col 3,1-5.9-11   Lc 12,13-21

«Chiedeva la metà dell’eredità, la chiedeva sulla terra, mentre il Signore gliela offriva nel cielo per intero. Il Signore gli dava molto di più di quanto quello reclamava».

Sant’Agostino, Discorso 107,1.2

L’illusione della proprietà

Molti dei nostri conflitti nascono dall’illusione di essere proprietari della nostra vita: a volte le relazioni si spezzano perché facciamo fatica a metterci d’accordo, abbiamo sempre paura che gli altri abbiano più di noi. Siamo spesso animati da inconfessabili sentimenti di invidia: non vogliamo ammettere che ci dà fastidio l’impressione che qualcuno abbia quello che noi non possediamo. Siamo divorati dalla gelosia, quando viviamo nella minaccia di poter perdere quello che crediamo di aver meritato. Eppure se aprissimo gli occhi ci renderemmo conto che in realtà noi non possediamo niente, non siamo proprietari di nulla. Tutto…

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Stare nella nuda fragilità. L’esperienza autentica della preghiera

rigantur mentes

Meditazione

Diciassettesima domenica del T.O. anno C

24 luglio 2022

Gen 18,20-32   Sal 137   Col 2,12-14   Lc 11,1-13

«La preghiera è un grido che si leva al Signore; […].

Se si grida col cuore, per quanto la voce del corpo resti in silenzio,

il grido, impercettibile all’uomo, non sfuggirà a Dio».

Sant’Agostino, Discorso 29,1

Il grido

Se qualcuno dovesse pensare che l’ingiustizia resterà impunita e che il grido del debole non sarà ascoltato, si sbaglia e farebbe bene a preoccuparsi nel caso fosse lui a praticarla. Fin dall’inizio la Bibbia ci assicura che nessun grido rimane inascoltato. Lo vediamo qui, nel testo della Genesi, dove, prima della preghiera di Abramo, si dice che Dio ha deciso di scendere perché ha sentito il grido del suo popolo.

Anche più avanti, all’inizio del libro dell’Esodo, Dio ancora una volta scende perché ha sentito di nuovo il grido del suo popolo (Es 2,23…

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Une illusion

Josette Hersent - Poésies et Photos ©

Au moment où le corps glisse le long des berges
D’un destin fabuleux, mystérieux et vierge
Et que brille très haut la lune dans la nuit
Vous venez, tel un Dieu, habiter mon esprit.

Une douce moiteur échappée au réel
Floute ma conscience entre veille et sommeil
Si vous le voulez bien, restez pour le voyage
Nous collectionnerons nos plus belles images.

Le songe est au présent nous voici transportés
Dans l’ivresse et la joie d’un pays enchanté
Mais très vite vos lèvres empreintes de pâleur
Ne peuvent murmurer les mots doux à mon cœur.

La lune a vernissé le tableau qui m’est cher
Tout semble statufié, vos yeux… une illusion ?
Votre bouche, vos mains, votre front haut et fier
Sont au rêve la fleur de l’imagination.

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Scusa, non ti avevo visto! L’illusione di essere (i) soli

rigantur mentes

Santissima Trinità – Anno C

12 giugno 2022

Pr 8,22-31   Sal 8   Rm 5,1-5   Gv 16,12-15

«Perciò in questa questione sulla Trinità e la conoscenza di Dio

dobbiamo principalmente indagare che cosa sia il vero amore,

o meglio, che cosa sia l’amore,

perché non c’è amore degno di tal nome che quello vero»,

Sant’Agostino, De Trinitate, VIII,vii,10

Amore e solitudine

Siamo profondamente soli e solo apparentemente connessi tra noi. Viviamo una solitudine che non è solo questione di comunicazione, ma è soprattutto una questione d’amore. Sì, siamo sempre più soli perché sempre meno disposti ad amare. L’amore infatti è esigente, ci chiede di scomodarci, di uscire da noi. L’amore ci chiede di riconoscere che non siamo i soli, c’è anche un altro con le sue esigenze e le sue domande. L’amore ci chiede di non pensare sempre a partire da me.

Forse proprio per questo la solitudine è diventata…

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Mi fido di te! La parola che guarisce il fallimento

rigantur mentes

Meditazione per la

Terza domenica di Pasqua (anno C)

1 maggio 2022

At 5,27-32.40-41   Sal 29   Ap 5,11-14   Gv 21,1-19

«Se mi ami, non pensare a pascere te stesso,

ma pasci le mie pecore, come mie, non come tue;

cerca in esse la mia gloria, non la tua;

il mio dominio, non il tuo;

il mio guadagno e non il tuo»,

Sant’Agostino, Omelia 123, 5

Fallimenti

L’esperienza del fallimento accompagna tutta la nostra vita: fallimento professionale, fallimento nelle relazioni, fallimento apostolico…fallimento anche nella relazione con Dio. Siamo fragili, possiamo sbagliare: il fallimento fa parte della nostra realtà di creature. Il fallimento però non dovrebbe mai diventare l’ultima parola: se è vero che possiamo sbagliare, è anche vero che possiamo ricominciare.

Il brano del Vangelo che ci viene proposto questa domenica ci mostra non solo come Dio ci aiuta a rialzarci dalle nostra situazioni di fallimento, ma forse ci insegna anche…

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Meglio giudicare te che guardare in me!

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Meditazione per la

Quinta domenica di Quaresima (anno C)

3 aprile 2022

Is 43,16-21   Sal 125   Fil 3,8-14   Gv 8,1-11

«Relicti sunt duo, misera et misericordia»,

Sant’Agostino, In Evangelium Ioannis Tractatus, 33,5

Professionisti del giudizio

Coloro che indagano morbosamente le presunte perversioni degli altri, sono generalmente coloro che non riescono ad accettare la perversione ben più grave in loro stessi. A volte ci meravigliamo e restiamo scandalizzati davanti all’efferatezza del giudizio, davanti all’aggressività travestita da giustizialismo, davanti alla volontà di distruggere senza misericordia.

Cosa c’è dietro questi atteggiamenti? C’è la fatica di entrare in contatto con il proprio male. È un modo per difendersi: se queste persone, anche solo per un attimo, vedessero il male che si portano dentro, ne sarebbero travolte! Hanno bisogno perciò di combattere l’oggetto che è fuori di loro, negli altri, pensando così di gestire la perversione che si portano dentro: in realtà fanno male…

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